Tappe Esperenziali ed
Fondamento dei carismi nelle
persone comuni.
Tre le tappe Esperenziali a cui lo Spirito Santo chiama nel nostro cammino comunitario:
1) Esperienza di conversione.
Quella conversione già presupposta per il santo battesimo e che ora si compie nell’età adulta ("secunda convertio"): muove alla piena presa di coscienza dell’amore di Dio, provoca un cambiamento di vita, conduce alla riscoperta della propria identità cristiana e, conseguentemente, dei sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, cresima, eucaristia).
2) Esperienza
mistica.
Ciò che si verifica nel fedele è un incontro personale con Gesù, Signore e Salvatore. Quindi la relazione con Gesù si fa più profonda e consapevole, per cui è possibile affermare: "Finora ti conoscevo per sentito dire, ora i miei occhi ti vedono" (Gb 42,5).
3) Esperienza
della potenza dello Spirito Santo.
"Avrete forza dall’alto e mi sarete testimoni..." (At 1,8). La Persona Amore rende capaci di fare ciò che, con le nostre sole forze, non saremmo mai in grado di realizzare e rende atti all’evangelizzazione, alla missione, alla testimonianza della carità.
La Comunità è carismatica:
Cristo risorto, presente nella Comunità, vi compie le sue opere. Cristo glorifica il Padre facendo le opere del Padre, e la Comunità glorifica Cristo facendo le opere di Cristo: «Anche chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio» (Gv. 14, 12-1).
Il Concilio Vaticano II dichiara: «Lo Spirito Santo non solo per mezzo dei sacramenti e dei ministeri santifica il popolo di Dio e lo guida e lo adorna di virtù, ma “distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a lui” (1Cor. 12, 11), dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi varie opere e uffici, utili al rinnovamento e alla maggio- re espansione della Chiesa, secondo quelle parole “a ciascuno la manifestazione
dello Spirito è data perché torni a vantaggio comune” (1Cor. 12, 7). E questi carismi, straordinari o anche più semplici e più comuni, sono soprattutto adatti e utili alle necessità della Chiesa e si devono accogliere con gratitudine e consolazione» (Lumen Gentium II, 12).
Fondamento ecclesiale sui doni ai laici: Lumen-Gentium II, 12
.....Ioltre lo Spirito Santo non
si limita a santificare e a guidare il popolo
di Dio per mezzo dei sacramenti e dei ministeri, e ad adornarlo di virtù, ma « distribuendo a
ciascuno i propri doni come piace a lui » (1 Cor 12,11), dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali, con le quali li rende adatti
e pronti ad assumersi vari incarichi e
uffici utili al rinnovamento e alla maggiore
espansione della Chiesa
secondo quelle parole: « A ciascuno la manifestazione
dello Spirito è data perché torni a comune vantaggio » (1 Cor 12,7). E questi carismi, dai più straordinari a quelli più semplici e più largamente diffusi,
siccome sono soprattutto adatti alle
necessità della Chiesa e destinati a rispondervi,
vanno accolti con gratitudine e consolazione. Non bisogna però chiedere
imprudentemente i doni straordinari, né sperare
da essi con presunzione i frutti del lavoro apostolico. Il giudizio sulla loro genuinità e sul loro uso
ordinato appartiene a coloro che
detengono l'autorità nella Chiesa; ad
essi spetta soprattutto di non
estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono (cfr. 1 Ts 5,12 e
19-21).