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Gruppi e Comunità nel Rinnovamento Carismatico: un corpo unico, o due realtà diverse nella Chiesa?

(di Oreste Pesare)

 

 
      Negli ultimi sei anni il mio servizio presso l'ufficio ICCRS mi ha dato la grazia di avere contatti con molte persone diverse nella Chiesa cattolica, che fondano la propria esperienza spirituale sul battesimo nello Spirito Santo e che insegnano ai nostri contemporanei a vivere una vita nuova nello Spirito Santo. Tra questi, la maggior parte è formata da gruppi carismatici, comunità carismatiche di alleanza o di vita.

    Purtroppo, a causa di incomprensioni, divisioni e tanti altri problemi che molti gruppi e comunità hanno sperimentato nel passato, oggi alcuni di questi non si considerano "carismatici", pur rimanendo "pentecostale" la loro esperienza di base. Oltre a ciò, in molte parti del mondo quello che ufficialmente è chiamato "Rinnovamento carismatico" - costituito soprattutto da gruppi e organizzato a livello nazionale con Comitati di servizio - non considera alcune comunità, ministeri e scuole di evangelizzazione come parte del Rinnovamento carismatico a causa dell'autonomia del loro diverso modo di vivere. La conseguenza è che oggi vediamo una certa frammentazione del Rinnovamento carismatico. Ma non era certo così nel piano di Dio agli inizi dell'esperienza pentecostale nella Chiesa cattolica.

    Verso la fine degli anni '60 fu lo Spirito Santo a diffondere la Sua grazia sulla terra e a creare diversi modi di vivere carismatici per sperimentare la stessa potenza dello Spirito Santo, più simili a grandi quantità di pesci che nuotano nella stessa corrente di grazia: "Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito" (1 Cor 12,4).

    Al riguardo, gli Statuti dell'ICCRS nel preambolo affermano chiaramente: "Il Rinnovamento carismatico cattolico non è un movimento mondiale singolo e unificato. Non ha un unico fondatore o un gruppo di fondatori alla stregua di molti altri movimenti. Non ha elenchi di aderenti. È una raccolta di individui, gruppi e attività estremamente diverse, spesso del tutto indipendenti gli uni dagli altri, a diversi stadi di sviluppo e con enfasi diverse, che tuttavia condividono la stessa esperienza di fondo e che abbracciano gli stessi obiettivi generali. Questo modello di relazioni basate su una fusione libera lo si trova sia ai livelli diocesano e nazionale sia a livello internazionale. Queste relazioni molto spesso sono caratterizzate da libera associazione, dialogo e collaborazione piuttosto che dall'integrazione in una struttura ordinata. La leadership è caratterizzata più dall'offerta di servizi a quanti li richiedono che non dal governo."

    Dopo circa 35 anni dagli inizi dell'esperienza pentecostale nella Chiesa cattolica è giunto il momento di capire con chiarezza questo obiettivo e di impegnarci seriamente in questa direzione. Tutti i carismatici - gruppi, comunità, scuole di evangelizzazione, ministeri e servizi ecc. - sono invitati a considerarsi reciprocamente parti diverse dello stesso progetto di Dio. Al riguardo il 30 maggio 1998, in occasione del raduno storico in piazza San Pietro con i movimenti ecclesiali e le nuove comunità, il Santo Padre incoraggiò i movimenti con queste parole: "Da voi la Chiesa si aspetta frutti ‘maturi’ di comunione e impegno".

    Un'altra riflessione consiste nel considerare la voce della Chiesa su questo argomento. Il 30 novembre 1990 il Pontificio consiglio per i laici riconobbe il primo movimento carismatico quale associazione privata di fedeli cristiani, di diritto pontificio, La Fraternità cattolica delle comunità e associazioni carismatiche di alleanza. Nella sezione che approva gli statuti sulle "relazioni ecclesiali", dichiara che: "Essa (la Fraternità cattolica), per il bene del Rinnovamento carismatico nella Chiesa cattolica, è anche invitata a stabilire legami di carità fraterna e di collaborazione con il Consiglio internazionale di servizio del Rinnovamento carismatico."

    Anche nel decreto di riconoscimento dell'ICCRS del 14 Settembre 1993 da parte del Pontificio consiglio per i laici, si dichiara che: "Il 30 settembre 1990 il Pontificio consiglio per i laici concesse il riconoscimento alla Fraternità cattolica delle comunità e associazioni carismatiche di alleanza, quale associazione privata di fedeli, nella speranza che vi sia una relazione produttiva di dialogo e di collaborazione tra questa associazione e l'ICCRS".

    Da queste dichiarazioni è facile capire quanto la Chiesa riconosca la vera natura del Rinnovamento carismatico e quanto desideri che i carismatici possano testimoniare agli altri la visione di Paolo del corpo umano. Tale visione riguarda la diversità delle membra in un unico corpo. Con una simile prospettiva nessuno dovrebbe giudicare mai i diversi gruppi e/o cercare di trasformare lo splendido "universo spirituale" che è il Rinnovamento carismatico in un corpo uniforme sotto una direzione unica. Da parte loro l'ICCRS e la Fraternità cattolica faranno del loro meglio per "aumentare i frutti spirituali del movimento carismatico".

    Sono convinto che quando il Rinnovamento carismatico diventerà ciò che dovrebbe essere, l'intera Chiesa sarà più pronta a vivere in modo ecumenico con le altre correnti cristiane.

    Essere carismatici, infatti, non consiste solo nell'essere in grado di parlare in lingue, profetizzare o guarire i malati, ma significa innanzitutto essere consapevoli che anche gli altri sono parte dello straordinario corpo di Cristo e che, proprio attraverso la diversità di carismi e di sensibilità, saremo in grado di costruire il tempio spirituale del Signore nella storia dell'umanità del terzo millennio.

    Che lo Spirito del Signore ci guidi in questo cammino straordinario.