| |
-
No,
il Signore è sempre con noi
Ersilio Tonini Arcivescovo emerito di Ravenna «Gesù ci ha insegnato che Dio
ci perdona o ci punisce non sulla Terra, ma nella vita che ci attende dopo
la morte. Se questo è sempre vero, lo è a maggior ragione di fronte alla
sciagura che ha flagellato il sud est asiatico. Lo tsunami dello scorso 26
dicembre ha travolto centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini,
colpendo con la sua furia cieca i giusti e gli ingiusti, i deboli e i forti.
Per quanti peccati l’umanità abbia commesso, il Dio misericordioso del
cristianesimo non può averla punita così. Anzi, di fronte a certe tragedie,
non ci ha abbandonato....
|
|
| |
-
No,
però siamo responsabili
Giulio Giorello docente di filosofia all’Università di Milano «Parlare di
punizione di fronte a un evento naturale come il maremoto nel sud est
asiatico significa essere convinti dell’esistenza di un Dio crudele e
vendicativo, nel quale io personalmente non credo. Oppure, se si è laici,
attribuire alla natura una volontà che quest’ultima non ha.....
|
|
|
|
Una
cifra spaventosa: 123.000 morti.
Gli italiani dispersi sono 700
Dio non c'entra
Gianni Vattimo su il Manifesto
Viviamo davvero un anticipo di Apocalisse? Almeno nel senso etimologico
della parola, quello per cui il termine significa «rivelazione», con
l'aggiunta di un bel po' di catastrofico (si sta sempre meglio con le
illusioni; la verità mi fa male, lo sai), l'Apocalisse ci sta capitando. E
anche se una buona parte dei danni che il maremoto ha fatto non dipendono,
ancora una volta, dalla natura ma dalla storia, dall'economia, dal dominio
(le zone colpite non avevano un sistema di allarme; perché costava troppo),
le dimensioni del disastro spingono a considerazioni meno contingenti. Ci si
rende conto che, con tutta la tecnica di cui disponiamo, la natura continua
a funzionare in modi che possono distruggere in un momento i nostri progetti
e le nostre vite. Dobbiamo davvero soltanto trarne le solite conclusioni
sulla debolezza umana, la smentita della tracotanza con cui l'uomo moderno
crede di potersi sostituire alla divinità? Una simile linea di pensiero è
una pura e semplice ricaduta nella superstizione. Identificare Dio con la
natura imprevedibile e nemica è una enorme bestemmia a cui si abbandonano in
perfetta buona fede anche tante persone religiose: sia fatta la volontà
di Dio è l'espressione che esse usano quando gli succede una disgrazia, mai
quando vincono alla lotteria. Dunque, niente piagnistei sulla finitezza
dell'uomo e la sua hybris, per favore. Meglio, allora, pensare che si potrà
in futuro prevenire il ripetersi di simili eventi istituendo finalmente, a
spese della comunità internazionale (anche i turisti occidentali vanno
difesi!), quei sistemi di allarme che oggi sono tragicamente mancati.....
|
|