Letto su: Gesù è Vivo                                                                  Scheda

 

 

Padre Emiliano Tardif

Padre fondatore delle Comunità Servi di Cristo Vivo

del Rinnovamento Cattolico RCC

 

 

Il religioso, fondatore delle comunità Servi di Cristo Vivo,

stava predicando gli esercizi in Argentina

 

È MORTO TARDIF, LA VOCE DELLE GUARIGIONI

 

Era una delle figure più rappresentative del movimento carismatico cattolico. Lui stesso si era ripreso da una grave forma di tubercolosi proprio grazie alla preghiera.

 

Il popolo dei carismi ha perso uno dei suoi grandi annunciatori. È morto martedì a Cordoba in Argentina, padre Emiliano Tardif, religioso canadese dei Missionari del Sacro Cuore, conosciuto in tutto il mondo per le sue "Messe di guarigione", celebrazioni aperte alla voce dello Spirito che sovente si manifestava anche attraverso segni straordinari. Tardif, che aveva compiuto 71 anni domenica scorsa, si trovava a Cordoba per predicare un corso di esercizi spirituali ai sacerdoti. Dall'Argentina la sua salma è stata trasportata ieri a Santo Domingo, la città dove era giunto nel '57 come missionario e da dove sedici anni dopo iniziò la sua testimonianza viva dell'azione dello Spirito. "Quando entrò in Gerusalemme, i saluti e le palme erano per Gesù, non per l'asinello che portava Gesù. Quindi non chiedetemi quante guarigioni ho compiuto. Io prego, ed è Gesù a guarire". Amava definirsi così, padre Emiliano, quando gli chiedevano che cosa facesse durante le sue celebrazioni di fronte a migliaia di persone. Succedeva ogni anno anche in Italia, dove dalla fine degli anni '80, su iniziativa dell'amico vocazionista padre Michele Vassallo, erano sorte le comunità Servi di Cristo Vivo, la costola del movimento carismatico fondata da Tardif a Santo Domingo e da qui diffusasi in tutti i continenti. Era atteso ad Avellino il 10 e 11 luglio, dove allo stadio Partenio è in programma il XIII Convegno nazionale di queste comunità. Padre Emiliano, invece, questa volta sarà presente dal Cielo.

Miracoli? "No, guarigioni. Prodigiose, certo. Ma guarigioni". Lui spiegava così il suo dono: "Uomo dei miracoli, perfino mago... Me ne hanno dette di tutti i colori, e ci sono abituato. Il Signore ha dato ad alcuni il carisma della teologia, ad altri della predicazione o dell'evangelizzazione. Io ho ricevuto questo. E lo esercito ogni giorno da anni". Lo aveva ricevuto assieme al "ministero di conoscenza": le guarigioni le annunciava con una precisione sconcertante. "In questo momento il Signore sta risanando due paralitici". E i paralitici si alzavano, muovevano i primi passi. Proprio due, né uno né tre. Tardif sapeva perfettamente che cosa prova chi è guarito. Egli stesso era stato risanato così nel 1973. "Ero ammalato di tubercolosi acuta, mi avevano prescritto un anno di cure intense. Invece guarii in tre giorni, grazie alle preghiere di cinque laici". Fu quello il suo incontro con il movimento carismatico cattolico, di cui presto sarebbe diventato uno dei punti di riferimento. "Non solo noi, ma tutta la Chiesa perde una figura di grandissimo valore - ha commentato ieri il coordinatore nazionale di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez -. Nella sua predicazione padre Emiliano ha annunciato la potenza di Dio, invitando ciascuno a riscoprire nella propria vita l'azione dello Spirito. Ha riacceso la fede nei segni, aiutandoci a superare la tentazione del razionalismo per tornare a essere la Chiesa della Pentecoste". Nelle liturgie, di Tardif colpiva l'estrema sobrietà. La sua asciuttezza, la mancanza di retorica e di enfasi facevano da contrasto agli eventi clamorosi che accadevano attorno a lui. Era ben cosciente del pericolo del miracolismo, della ricerca esasperata della guarigione. Per questo faceva precedere ogni celebrazione da una catechesi su Gesù.

E spiegava: "Gesù prima perdona il paralitico, poi lo guarisce. Lo fa per dare un segno che dica: vedete, io ho il potere di perdonarvi". Restava, alla fine di ogni incontro, un'ombra misteriosa di cui si parla sempre poco volentieri: quella disegnata sui volti dei malati non risanati. Per quanta fede abbiano, è normale che si chiedano: perché ad altri sì e a me no? "Una buona domanda - rispose un giorno Tardif - sarà la prima che farò al Signore appena lo incontrerò, come mi auguro, in Paradiso". Tardif ha avuto la sua risposta. E da Lassù, possiamo esserne certi, continua a fare l'asinello di Gesù, intercedendo per il suo popolo. (ha collaborato Giorgio Bernardelli)